Città del Vaticano

2 Aprile / 32 Studiosi e Autorità Internazionali
in preparazione al Seminario autunnale di Alta Ricerca
«Maria nel ‘patto educativo globale’? Esperienze Contenuti Prospettive»

PAMI

Consiglio Direttivo


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Consigliere

Antonio Escudero Cabello


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Consigliere

Denis M. Kulandaisamy

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Consigliere

Jean-Pierre Sieme Lasoul Elagnen


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Consigliere

Corrado Maggioni


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Consigliere

Cettina Militello


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Consigliere

Salvatore M. Perrella


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Consigliere

Gian Matteo Roggio


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Consigliere

Alberto Valentini


Chi siamo

Pontificia Academia Mariana Internationalis

Siamo una istituzione scientifica della Santa Sede dedicata a promuovere le iniziative volte alla conoscenza e alla venerazione della Madre di Gesù (mariologia), per dare vita, in prospettiva ecumenica, interreligiosa e interculturale, a processi educativi, luoghi, aggregazioni ed esperienze che, richiamandosi alla figura di Maria, promuovano lo sviluppo integrale della persona umana e la sostenibilità della “casa comune” che è il creato.

Con la lettera apostolica Maiora in dies (1959) il Papa Giovanni XXIII affidava alla PAMI, quale “casa di Maria” dedicata all’incontro e al dialogo tra i saperi e le esperienze, il compito:

– di “promuovere e favorire” la ricerca mariologica a tutti i livelli per conseguire la ‘eccellenza’ e la “qualità” ad essa proprie, in special modo attraverso i Congressi Mariologico Mariani Internazionali;

– di coordinare gli studi mariologici coinvolgendo le Società Mariologiche presenti nella varie parti del mondo e le diverse Istituzioni ecclesiali e culturali, i Centri di formazione religiosi o laici, le Conferenze Episcopali, Diocesi e Parrocchie, come pure i Movimenti e i Santuari mariani, nell’approfondimento del valore della presenza della Vergine Maria nella storia di Cristo e della Chiesa;

di favorire i processi educativi generatori di una sana e popolare venerazione a Maria tra i cristiani, nell’ottica dell’accoglienza, dell’impegno per la pace e la giustizia, del servizio al bene comune globale.


Accademia

Francescana

La PAMI è sorta per volontà dell’Ordine dei Frati Minori, che, il 27 luglio 1946, aveva istituito presso il Collegio S. Antonio in Roma la Commissio Marialis Franciscana le cui “Ordinationes peculieres” – approvate dal Definitorio Generale il 29 aprile 1947 – all’art. 15 stabilivano la creazione di una Academia Mariana. Tale Academia fu annunciata dal Ministro Generale P. Pacifico Perantoni il 30 aprile 1947 durante il “Primo Congresso Mariologico dei Frati Minori d’Italia”.

Questa Commissio fu affidata alla presidenza del P. Carlo Balić (1899-1977), allora titolare della cattedra di mariologia. Gli Statuti della Commissio prevedevano l’organizzazione di conferenze scientifiche e la cura delle edizioni della “Bibliotheca Mariana”. Sotto la guida del P. Balić, l’Academia si preoccupò dell’organizzazione di una serie di “Congressi Assunzionistici” (Roma 1947, Lisbona 1947, Madrid 1947; Montréal 1948; Buenos Aires 1948; Puy-en-Velay 1949; USA 1950). Con questi Congressi Balić constatò la necessità di una coordinazione tra gli studiosi di mariologia di tutto il mondo. Per questo motivo ebbe l’idea di trasformare l’Academia Mariana in ente di collegamento e di incontro tra tutti gli studiosi di mariologia.

Nel frattempo, da più parti era giunta alla Santa Sede la richiesta di organizzare un congresso mondiale in occasione della proclamazione del dogma dell’assunzione da parte del Papa Pio XII. La Santa Sede, volendo continuare la celebrazione dei grandi Congressi Mariani iniziati nel 1900 a Lione, e sospesi a causa delle due guerre mondiali, affidò questo Congresso all’Accademia Mariana che si presentò con il nome di Academia Mariana Internationalis.

Fu così che nel 1950, a Roma presso l’allora Pontificio Ateneo (oggi Università) Antonianum, fu celebrato l’8° Congresso Mariano Internazionale a cui fu aggiunto, per iniziativa di P. Balić, il 1° Congresso Mariologico Internazionale. Ad essi ne seguirono altri. Così, per la buona riuscita di questi Congressi e per richiesta di P. Balić, l’8 dicembre 1959, il Sommo Pontefice Giovanni XXIII, con il motu proprio Maiora in dies, diede all’Accademia il titolo di “Pontificia”, dando così un riconoscimento ufficiale alle sue attività prettamente scientifica.


Accademia

Pontificia

“L’Accademia è un luogo dove il sapere diventa servizio, perché senza un sapere che nasce dalla collaborazione e sfocia nella cooperazione non c’è sviluppo genuinamente e integralmente umano. L’Accademia è, nel campo che le è proprio, un’esperienza e un modello di sinodalità […] che appartiene al […] sempre fecondo legame tra Vangelo e cultura” (Papa Francesco).

Come Accademia del Papa, essa “ha accompagnato il Magistero universale della Chiesa con la ricerca e il coordinamento degli studi mariologici; con i Congressi Mariologico-Mariani Internazionali, di cui il 25° sarà celebrato il prossimo anno; collaborando con i vari centri di studio ecclesiastici e laici; e, infine, attraverso la cooperazione con diverse istituzioni accademiche. Questi impegni sono una chiara testimonianza di come la mariologia sia una presenza necessaria di dialogo fra le culture, capace di alimentare la fraternità e la pace” (Papa Francesco).


Cattedra

Maria via di pace tra le culture

“«Maria, via di pace tra le culture», riassume idealmente il cammino di questi sessant’anni. L’esperienza drammatica delle due guerre mondiali spinse Pio XII a mostrare, nel segno dell’Assunta, un faro di pace all’umanità inquieta e impaurita. Il Concilio Vaticano II, poi, ha indicato nella Madre del Signore il modello di una Chiesa “maestra in umanità”, perché serva delle aspirazioni più profonde del cuore umano.
In San Paolo VI il legame tra la Santa Vergine e il popolo credente risuona alto, chiaro, consapevole e appassionante. Così egli scrisse nella Marialis cultus: “All’uomo contemporaneo, non di rado tormentato tra l’angoscia e la speranza, prostrato dal senso dei suoi limiti e assalito da aspirazioni senza confini, turbato nell’animo e diviso nel cuore, con la mente sospesa dall’enigma della morte, oppresso dalla solitudine mentre tende alla comunione, preda della nausea e della noia, la Beata Vergine Maria, contemplata nella sua vicenda evangelica e nella realtà che già possiede nella Città di Dio, offre una visione serena e una parola rassicurante: la vittoria della speranza sull’angoscia, della comunione sulla solitudine, della pace sul turbamento, della gioia e della bellezza sul tedio e la nausea, delle prospettive eterne su quelle temporali, della vita sulla morte” (n. 57).
San Giovanni Paolo II fece in modo che la Madre del Redentore diventasse motivo e ispirazione per un rinnovato incontro e una ritrovata fraternità quali vie di accesso della Chiesa e del mondo nel nuovo millennio. Per questo, volle che la mariologia avesse il debito ruolo nella formazione teologica universitaria e nel dialogo tra i saperi. Auspicò anche che la mariologia entrasse nelle questioni cruciali del nostro tempo.
Infine, Benedetto XVI esortò gli studiosi ad approfondire maggiormente il rapporto tra mariologia e teologia della Parola. “Da ciò – disse – potrà venire grande beneficio sia per la vita spirituale che per gli studi teologici e biblici. Infatti, quanto l’intelligenza della fede ha tematizzato in relazione a Maria si colloca nel centro più intimo della verità cristiana” (Esort. ap. postsin. Verbum Domini, 27)” (Papa Francesco).


Per una

Educazione allo sviluppo integrale

“Questa Accademia viene così a caratterizzarsi come luogo simile alla “Casa di Maria”, dove Gesù crebbe in «età, sapienza e grazia» (Lc 2,46), e dove la Vergine, quale madre accogliente e sposa premurosa, insegna ad essere un “cenacolo” vivente” (Papa Francesco).

Si cresce in “età sapienza e grazia” quando la casa comune pone le sue fondamenta su un forte patto educativo tra le generazioni: “Tutti, ma soprattutto i bambini e i giovani, hanno bisogno di un contesto adeguato, di un habitat realmente umano, in cui si verifichino le condizioni per il loro sviluppo personale armonioso e per il loro inserimento nell’habitat più grande della società. Quanto risulta allora importante l’impegno per creare una “rete” estesa e forte di legami realmente umani, che sostenga i bambini, che li apra in modo sereno e fiducioso alla realtà, che sia un autentico luogo d’incontro, in cui il vero, il buono e il bello trovino una giusta armonia” (Papa Francesco).

Si cresce come “cenacolo vivente” quando la casa comune non si ferma ai legami di sangue e agli interessi di lobby, ma sa fare spazio alle fragilità umane e creaturali:
“Amiamo questo magnifico pianeta dove Dio ci ha posto, e amiamo l’umanità che lo abita, con tutti i suoi drammi e le sue stanchezze, con i suoi aneliti e le sue speranze, con i suoi valori e le sue fragilità. La terra è la nostra casa comune e tutti siamo fratelli. Sebbene ‘il giusto ordine della società e dello Stato sia il compito principale della politica’, la Chiesa ‘non può né deve rimanere ai margini della lotta per la giustizia’. Tutti i cristiani, anche i Pastori, sono chiamati a preoccuparsi della costruzione di un mondo migliore. Di questo si tratta, perché il pensiero sociale della Chiesa è in primo luogo positivo e propositivo, orienta un’azione trasformatrice, e in questo senso non cessa di essere un segno di speranza che sgorga dal cuore pieno d’amore di Gesù Cristo. Al tempo stesso, unisce ‘il proprio impegno a quello profuso nel campo sociale dalle altre Chiese e Comunità Ecclesiali, sia a livello di riflessione dottrinale sia a livello pratico’” (Papa Francesco).




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Il Presidente

Stefano Cecchin


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Il Segretario

Gilberto Cavazos


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L’Economo

In corso di selezione


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Ufficio Sviluppo

Paolo Cancelli