CITTÀ DEL VATICANO

2 Aprile / 32 Studiosi e Autorità Internazionali
in preparazione al Seminario autunnale di Alta Ricerca
«Maria nel ‘patto educativo globale’? Esperienze Contenuti Prospettive»

Roma, 15 marzo 1965

Discorso ad un gruppo della Pontificia Accademia Mariana Internazionale


È una gioia, un onore, una consolazione per Noi ricevere il distinto gruppo dei teologi ed esegeti della Sezione Romana della Pontificia Accademia Mariana Internazionale, nell’imminenza del viaggio aereo che li porterà a Santo Domingo, alle celebrazioni del Congresso mariologico e mariano internazionale […].

Come qualificati ed esperti cultori di Teologia e di Esegesi biblica, voi sarete nel Congresso la mente ispiratrice di fecondi arricchimenti dottrinali; ne sarete il cuore pulsante di carità e di fervore. Chiarezza di idee e delicatezza di sentimento: ecco quanto sarete chiamati a dare col vostro prezioso contributo; e voi sapete come arido e sterile sarebbe anche il più severo approfondimento scientifico, qualora non fosse accompagnato da una interiore fiamma di carità, da tradurre in insegnamento di vita; e avvertite altresì come vacuo e inconcludente sarebbe il sentimento del cuore, se non fosse sorretto e illuminato da una solida e sicura scienza teologica.

La dignità unica ed eccelsa di Maria Santissima, la sua funzione discreta e potente di Mater Ecclesiae esige da voi questo felice connubio; lo aspetta il popolo fedele, che deve essere guidato da una chiara illustrazione a penetrare il mistero materno di Maria, e a vivificare così le forme della sua devozione; lo richiedono i fratelli da noi ancora separati, che, con la loro presenza al Congresso mariologico, daranno certamente una testimonianza di buona volontà, che consideriamo con la più grande simpatia, col più profondo rispetto. I temi proposti allo studio sono suscettibili di doviziosi sviluppi, sia riguardo alla acquisizione teologica, sia riguardo alla pietà. E il metodo messo in luce nel Concilio Ecumenico, nel Capitolo conclusivo della Costituzione «De Ecclesia» dedicato alla «Beata Maria Vergine Madre di Dio, nel mistero di Cristo e della Chiesa», vi sarà di luce preziosa nel proseguimento dei vostri lavori […].

Nel considerare la Madonna nella Sacra Scrittura, alla luce di quelle parole, nell’inquadramento generale del Magistero ecclesiastico, delle elevazioni patristiche e dei sani studi esegetici odierni, Noi Ci auguriamo che possiate apportare solidi, meditati contributi alla conoscenza dei testi ispirati: e quindi guidare a un accostamento sempre più attento e delicato alla voce dello Spirito, che in Maria ci propone il modello più alto e fedele di una vita interamente aperta e orientata al suo soffio vivificante, e vitalmente inserita in amore di dedizione e di cooperazione al Mistero della Salvezza.


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Roma, 16 maggio 1975

Discorso ai Congressi Mariologico e Mariano


Venerabili Fratelli e diletti figli,

Dopo essere stati presenti col nostro pensiero, con la nostra preghiera e con la nostra paterna esortazione ai lavori del vostro Congresso Mariologico, ci è sembrato quasi un dovere, derivante dalla nostra coscienza di Pastore universale della Chiesa, partecipare anche con la nostra presenza a questa sessione conclusiva […].

Ci spingeva anche la considerazione dell’importanza che assumono questi Congressi […]. Volevamo anche rendere doveroso omaggio a coloro che hanno promosso questi […] Congressi, e rendere grazie ad essi, perché il loro esempio di amore filiale verso la Madre di Dio e lo studio approfondito della persona e della missione di Maria non possono non riuscire assai fecondi per la Chiesa […].

Ci piace, anzitutto, rilevare come i […] Congressi molto felicemente si inseriscano nell’ambito dell’attuale ricerca teologica e della nuova dimensione della pietà mariana, qual è stata autorevolmente delineata dalla dottrina del Concilio Vaticano II: dottrina che, avendo messo in giusta luce il posto che spetta alla Vergine Santissima nel mistero di Cristo e della Chiesa, costituisce ormai un caposaldo da cui non può prescindere un vero sviluppo della mariologia e un sano orientamento dei fedeli verso la Madre di Dio e Madre nostra […].Vorremmo cioè rispondere ad una questione di grande attualità pastorale, e anche dottrinale: come riproporre in maniera adeguata Maria al Popolo di Dio, sì da ridestare in esso un fervore di rinnovata pietà mariana?

Al riguardo, si possono seguire due vie. La via della verità, anzitutto, cioè della speculazione biblico-storico-teologica, che riguarda l’esatta collocazione di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa: è la via dei dotti, quella che voi seguite, necessaria certamente, di cui si avvantaggia la dottrina mariologica. Ma vi è anche, oltre a questa, una via accessibile a tutti anche alle anime semplici: è la via della bellezza […]. Maria è la creatura «tota pulchra» […] nella quale i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli sovrani, ma accessibili, della bellezza soprannaturale […]. Sì, abbiamo bisogno di guardare a Maria, di fissare la sua bellezza incontaminata, perché i nostri occhi troppo spesso sono offesi e quasi accecati dalle ingannatrici immagini di bellezza di questo mondo. Quanti nobili sentimenti, quanto desiderio di purezza, quale spiritualità rinnovatrice potrebbe suscitare la contemplazione di così sublime bellezza!

Mentre ai nostri giorni la donna avanza nella vita sociale, nulla di più benefico e di più esaltante dell’esempio di questa Vergine-Madre, irradiante di Spirito Santo, che con la sua bellezza riassume ed incarna gli autentici valori dello Spirito.


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